Santorini, paesaggi mozzafiato, ma ci fu un cataclisma che cambiò il clima

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La geografia è una materia scolastica divenuta marginale in Italia. Ma l’italiano è divenuto sempre più un viaggiatore, raggiungendo mete lontane. Non raramente anche nelle sperdute località del Pianeta c’è un italiano in viaggio.

Oggi vi raccontiamo di una località molto conosciuta per le vacanze estive nelle Isole greche, Santorini.

E’ senz’altro uno dei tanti Paradisi Terrestri, ma non molti sanno che è una località dove ci fu la più grande e devastante eruzione vulcanica del Pianeta, nota da circa 10 mila anni fa ad oggi.

Fu un’eruzione esplosiva. I flussi piroclastici, uno dei più distruttivi di tutti i processi vulcanici, frantumarono l’isola di Santorini nel 1646 avanti Cristo.

I flussi piroclastici sono terrificanti valanghe di gas, rocce e lava che possono raggiungere temperature superiori a 1.000 gradi centigradi, muoversi a oltre 150 chilometri all’ora, seguendo la topografia del terreno.

I flussi vulcanici, la nube, abbattono, portano via, distruggono o bruciano ogni oggetto che incontrano, lasciando nella loro scia solo distruzione.

Il boato dell’esplosione fu percepito persino nella lontanissima Svezia.

Il cataclisma generò un distruttivo maremoto (tsunami) che raggiunse le coste italiane.

A seguito dell’esplosione vulcanica, una vasta area del Mediterraneo orientale piombò nell’oscurità.

E’ stato stimato che la temperatura terrestre, a seguito della formazione di una sottile nube che ridusse la radiazione solare, calò di oltre 1°C medio.

Fonte video HDnet.